Contesto
In un grande reparto di area medica altamente specialistica, la crescita del gruppo negli ultimi anni aveva portato con sé nuove sfide: un aumento della complessità operativa, la convivenza tra professionisti con anzianità e ruoli differenti, e la necessità di mantenere coesione in un contesto ad alta pressione emotiva e scientifica.
Dietro l’eccellenza tecnica e la dedizione clinica si avvertiva un bisogno implicito: riconnettersi come gruppo umano, ritrovare un senso condiviso di direzione e appartenenza.
Sfida
La sfida non era organizzare “una formazione”, ma attivare un processo di consapevolezza collettiva. Il gruppo doveva esplorare:
- come ogni professionista percepisce sé stesso, gli altri e il proprio ruolo nel sistema;
- quali dinamiche relazionali favoriscono o ostacolano la collaborazione;
- come ampliare la propria capacità di leggere il contesto, i rischi e le opportunità del lavoro clinico.
Il fine era rigenerare le connessioni interne e costruire un linguaggio comune per affrontare la crescente complessità.
Approccio
Abbiamo costruito un percorso in quattro fasi – Collect, Define, Set Goal, Act – che alterna momenti di riflessione individuale, confronto di gruppo e sperimentazione sul campo.
- Collect: raccolta di percezioni e aspettative, per dare voce a ogni componente e disegnare una “mappa di senso” del team;
- Define: costruzione di un linguaggio condiviso attorno ai temi di relazione, collaborazione e identità professionale;
- Set Goal: definizione collettiva di obiettivi di crescita e modalità concrete di lavoro più efficaci;
- Act: sperimentazione di nuovi comportamenti e rituali organizzativi in situazioni reali.
Il lavoro si è svolto in forma laboratoriale, con una metodologia che integra gestalt organizzativa, coaching sistemico e learning by doing, per generare apprendimento diretto e immediatamente trasferibile alla pratica quotidiana.
Impatto
Il percorso ha favorito un salto qualitativo nella capacità del team di leggersi e leggersi insieme: i professionisti hanno iniziato a riconoscere le proprie modalità relazionali e il loro impatto sul gruppo, riscoprendo la forza della connessione umana come leva di efficacia professionale.
Sono emerse nuove modalità di confronto, più orientate all’ascolto e meno alla difesa dei ruoli. La leadership ha trovato nuovi strumenti per facilitare coesione, fiducia e senso di appartenenza, in un contesto ad alta intensità emotiva.
“La competenza tecnica ci distingue, ma è la qualità della relazione che ci tiene vivi come squadra.”

